SALUTE: MONS. SGRECCIA, "LO STATO VEGETATIVO È VITA, NON SI DEVE MAI STACCARE LA SPINA". DA DOMANI IL CONGRESSO FIAMC

"Lo stato vegetativo è vita e sono da respingere le tendenze a staccare la spina, interrompere il trattamento e condannare queste persone alla morte". Lo ha ribadito mons. Elio Sgreccia, vice presidente della Pontificia Accademia per la vita, presentando questa mattina nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, il Congresso internazionale sul tema "I trattamenti di sostegno vitale e lo stato vegetativo. Progressi scientifici e dilemmi etici". Il Congresso si svolge dal 17 al 20 marzo, presso l’Augustinianum, ed è organizzato e promosso dalla Fiamc (Federazione internazionale associazioni medici cattolici) e dalla Pontificia Accademia per la vita. Mons. Sgreccia ha sottolineato che il Congresso, oltre ai temi medici e biologici specifici, affronterà anche i problemi etici sottostanti al trattamento di tali pazienti. Dal punto di vista antropologico ha respinto l’idea, che viene dagli Usa, secondo cui "chi perde l’uso della ragione non è più persona" e dunque va facilitato il decesso interrompendo l’alimentazione e l’idratazione. Mons. Sgreccia ha anche ribadito che "in questi pazienti c’è sempre e comunque vita e, dunque, il problema etico è quanto mai attuale, soprattutto se il criterio dell’interruzione venisse applicato o trasferito sul piano della vita nascente". Mons. Sgreccia ha poi respinto l’idea che ci sia "accanimento terapeutico" perché l’alimentazione forzata e l’idratazione sono "terapia e non cure" ed è "una attenzione che si deve a sani e malati". Nei lavori del Congresso si dibatterà, tra l’altro, il cosiddetto "principio di autonomia" cioè se si debba dare seguito alla volontà di interrompere il trattamento, espressa dal paziente nel momento in cui era sano. "Può un principio di autonomia – ha concluso mons. Sgreccia – autorizzare la sottrazione degli alimenti e portare la fine della vita?".