Perché non istituire un “Comitato nazionale per l’etica economica e finanziaria” (simile nel funzionamento al Comitato nazionale di bioetica) che controlli e vigili sui singoli casi in ambito finanziario ed economico? E’ la proposta lanciata da Ferruccio Marzano, docente di economia dello sviluppo all’Università La Sapienza, intervenuto oggi a Roma in apertura del seminario promosso dalla Caritas italiana su “Il microcredito: strumento di lotta alla povertà” (fino a domani 18 marzo). Facendo un accenno ai recenti problemi di attualità “della finanza, del finanziamento delle imprese, del ruolo in esse delle banche, della gestione delle imprese stesse”, tra cui gli “scandali sugli andamenti e comportamenti di grosse imprese quali la Cirio, la Parmalat e la Finmatica”, Marzano fa notare che, anche da parte di “autorevoli economisti cattolici”, “non si è mai affrontato il tema cruciale del profilo morale dei comportamenti ed andamenti nelle varie istanze e problematiche finanziarie produttive considerate”. “Questo afferma è da ritenersi e giudicarsi molto grave: è in effetti, indicativo di un ‘modo di fare’ quando si affrontano i tanti problemi dell’economia e della finanza”. Vale a dire, polemizza Marzano, “finché se ne parla in termini generale e accademici si mostra grande interessamento e disponibilità sugli aspetti etici; al contrario quando si affrontano questioni specifiche, in modo da prendere decisioni e misure concrete, allora li si lascia cadere nel dimenticatoio, ponendo mano a soluzioni magari valide sul piano tecnico ma del tutto carenti sul fronte delle scelte e delle responsabilità di ordine morale”. Da qui la proposta di Marzano di istituire un Comitato nazionale per l’etica economica e finanziaria.