DIRITTI UMANI: CARD. MARTINO, "LA DIGNITÀ DELLA DONNA SVELA LA DIGNITÀ DELL’UOMO"

"Dobbiamo essere ben consapevoli che il riconoscimento parziale dei diritti, a cui inducono antropologie inadeguate, compromette il destino delle democrazie contemporanee. Il rispetto della verità integrale dell’uomo diviene, pertanto, imperativo morale per la cultura democratica del nostro tempo in cui è diffusa l’opinione che l’ordinamento giuridico di una società dovrebbe limitarsi a registrare e recepire le convinzioni della maggioranza": è quanto affermato dal card. Renato Martino, presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e pace, chiamato a presentare "I diritti umani dalla prospettiva del magistero della Chiesa" al Congresso internazionale "La donna e i diritti umani" che si sta svolgendo oggi a Roma per iniziativa dell’Ateneo pontificio ‘Regina Apostolorum’. "La Chiesa – ha proseguito il card. Martino – attesta che la dignità umana non può essere distrutta, quale sia la condizione in cui un uomo può trovarsi ridotto. L’opzione preferenziale per i poveri, postula e rivendica l’uguaglianza in dignità di tutti gli uomini". Il contributo offerto dal magistero nel campo dei diritti umani ha, per il card. Martino, "particolarmente valorizzato la specificità femminile", indicando che "il ‘maschile’ e il ‘femminile’ differenziano due individui di uguale dignità che non riflettono però un’uguaglianza statica e omologata" e sottolineando che "la dignità della donna svela specularmente anche la vera dignità dell’uomo fondata sull’amore e la corresponsabilità", "dignità misurata dall’ordine dell’amore".