CHIESA E GIOVANI: MONS. BREGANTINI (LOCRI), “LA PASTORALE GIOVANILE DEVE IMPARARE DALLA POVERTÀ”

” “”I giovani sono il profumo della comunità cristiana occorre ridestare in loro lo stupore e la speranza che tutto si può cambiare, che la marginalità non è emarginazione se viene valorizzata come occasione. Non dimentichiamo don Lorenzo Milani. La pastorale giovanile deve imparare dalla povertà: prima di mettersi di fronte ai poveri, bisogna imparare da loro. Non riempiamola di numeri e risposte ma di cuore”. È quanto ha affermato mons. Giancarlo Bregantini, vescovo di Locri-Gerace, intervenendo questa mattina all’VIII Convegno nazionale di pastorale giovanile della Conferenza episcopale italiana a Monopoli (Bari) fino al 20 marzo. Il vescovo ha individuato strade percorribili: “stile di vita sobrio, incontro con Gesù dentro le proprie stimmate, le ferite e i problemi”, amicizia fedele che non volta le spalle, amarezza cambiata in dolcezza, la gratuità del profumo di Maria di Betania da contrapporre all’invidia di Giuda”. Riferendosi ai drammatici scontri nel vicino Kosovo di queste ore, Bregantini ha aggiunto che “vengono alla luce ferite della storia non sanate, nodi tagliati anziché sciolti, problemi non affrontati. La profezia della pace è trasversale nel lavoro con i nostri ragazzi, esigente ma vincente. I fatti tremendi di questi giorni ci richiamano a un impegno maggiore con le categorie fragili che vivono in mezzo a noi, specie gli immigrati che sono un pezzetto anche della nostra storia, del nostro Dna”. Infine una richiesta: “Sentinelle del mattino siete profezia, ma dovete dare anche a noi vescovi profezie. Vi dico che non è irrispettoso provocare i vescovi, tirali per la barba o la veste. Dovete farlo”.