” “”Le persone, le comunità, non devono trasformarsi in clienti-consumatori”. Così Paolo Scandaletti, docente di storia del giornalismo all’Istituto universitario “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, ha ammonito questa mattina i partecipanti al convegno nazionale della Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc) sul tema “I media di ispirazione cristiana nello scenario della Legge Gasparri” (Teramo, fino al 20 marzo). “Le televisioni commerciali sono nate con lo scopo di vendere pubblicità a consumatori potenziali. Eppure, in un Paese dove in pochi anni i ricavi da Sms hanno eguagliato la spesa per pasta asciutta mentre i quotidiani hanno perso un milione di copie, la strada per il rilancio della carta stampata non può prescindere dall’indipendenza e dalla qualità”. Indipendenza messa “a rischio”, per Scandaletti, dallo “scarso numero di editori ‘puri’ in Italia”. Spostando la riflessione sui media cattolici, Scandaletti li ha definiti: “Ciclicamente in bilico tra identità incerta e terapia intensiva. Possono funzionare solo – la storia insegna – quando scelgono di stare dalla parte del lettore”. La mattinata è proseguita con l’intervento di Marco Rossignoli, coordinatore del comitato di radio e tv locali Aeranti-Corallo, sulla legge Gasparri: “Il composito mondo delle radio locali offre una maggiore libertà d’informazione rispetto al duopolio televisivo Rai-Mediaset. Le norme del disegno di legge Gasparri possono alterare questo stato di cose, trasferendo l’attuale duopolio al settore radiofonico”.