UNGHERIA: UCIP (GIORNALISTI CATTOLICI), "UNA SOCIETÀ FERITA CHE STA CERCANDO DI GUARIRE"

 La società ungherese è "una società ferita, bisognosa di guarire dai mali di 40 anni di dominazione sovietica, che hanno lasciato tra la gente egoismo, apatia, indifferenza, solitudine". E’ una diagnosi implacabile quella fatta oggi a Budapest dal sociologo Miklos Tomka, docente all’Università cattolica di Pàzmàny Peter (nata solo due anni fa), nel suo intervento al simposio europeo dell’Ucip, l’Unione internazionale della stampa cattolica. Sono una sessantina i giornalisti partecipanti all’incontro, provenienti in maggioranza dai Paesi europei (Francia, Germania, Svizzera, Croazia, Slovenia, Norvegia, Italia, Ungheria) ma anche da India, Giappone, Argentina, Iraq. Domani, a conclusione dell’incontro, vi sarà anche un’assemblea generale per definire meglio l’organizzazione dell’Ucip a livello europeo. La mattinata di oggi è stata dedicata alla situazione sociale, politica ed ecclesiale del Paese ospitante, con uno sguardo alla presenza dei media cattolici. Ne è emerso il quadro di "una società alla deriva" nonostante la ritrovata libertà e democrazia: "Gli individui pensano solo a se stessi e non al bene comune, le relazioni umane sono indebolite e non abbiamo ancora una vera e propria società civile". L’eredità di un regime che vietava le tradizioni, che imponeva "nelle scuole un forte indottrinamento contro i valori, ha generato atteggiamenti di nichilismo e la scomparsa della solidarietà. Oltre a una crescita dell’alcolismo, dei divorzi e dei suicidi". In questa situazione di "modernità negativa" – come è stata definita dal sociologo – la via d’uscita è "prendere coscienza della diagnosi e raddoppiare gli sforzi per la diffusione dei valori della solidarietà e della coscienza civile". Compito che spetta non solo alla Chiesa ma anche ai media ecclesiali, una trentina in tutto il Paese. (segue)