“Alzatevi, andiamo!”, che il 18 maggio uscirà nell’edizione italiana (ma si sta lavorando per farlo uscire, forse in contemporanea, anche in inglese, francese, tedesco e spagnolo) prende il titolo dal versetto del Vangelo di Marco (Mc 14, 42) in cui Gesù, nel Getsemani, invita i suoi discepoli addormentati a seguirlo. “Vado cercando la sorgente della mia vocazione”, scrive Giovanni Paolo II ha anticipato Navarro nell’introduzione al volume, che contiene dettagli “intimi, simpatici e anche pieni di humour” sul Wojtyla vescovo, da quell’estate del ’58 in cui, mentre era in canoa, ricevette la chiamata del primate della Polonia che lo cercava per annunciargli la sua nomina episcopale. Quella del Papa, secondo il portavoce vaticano, è anche “un’analisi realista delle difficoltà che un pastore della Chiesa trova oggi, alle prese con una cultura che si sviluppa se non sull’ateismo, almeno sul vivere ‘come se Dio non esistesse'”. Se “Varcare le soglie della speranza”, scritto dal Papa dieci anni fa ha osservato Gian Arturo Ferrari, direttore generale della Divisione Libri del Gruppo Mondadori era “un libro sulla visione del mondo del Pontefice, in particolare sulla connessione tra fede e speranza”, “Alzatevi, andiamo!” è “un libro pieno di freschezza, di vivacità, di vita”. Come quando il Papa descrive il palazzo vescovile di Cracovia: “Le persone avevano sempre accesso diretto a me, l’ingresso era consentito a tutti”, e aggiunge: “Era la vita”. Oltre al passo appena citato, Ferrari ha letto le ultime righe del nuovo libro di Giovanni Paolo II, in cui il Santo Padre ripete ai suoi “fratelli” vescovi l’invito di Gesù nel Getsemani: “Non era Lui solo a dover andare verso l’adempimento della volontà del Padre, ma anch’essi con Lui…Andiamo fidandoci di Cristo, sarà Lui ad accompagnarci fino alla meta che lui solo conosce”.