” “Come la Chiesa si sta confrontando al fenomeno della New age e del risveglio spirituale nel mondo? Dopo la recente pubblicazione del documento della Santa Sede in materia, ora il Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso sta raccogliendo le reazioni delle Conferenze episcopali di tutto il mondo. Ne ha parlato al seminario Ccee in corso in questi giorni a Baar (Svizzera) l’arcivescovo Pierluigi Celata, segretario del suddetto Consiglio, che ha tracciato una panoramica della diffusione della New age nel mondo, che risulta “in espansione ovunque”: in Gran Bretagna e Francia, dove “si è identificato con la cultura moderna”, in Polonia “con la gente attratta da proposte di guarigione con l’energia universale”, in Islanda attraverso “il contatto con i morti e le pratiche occultistiche”, in Francia con “pratiche fisiche e psichiche”, in Italia, “soprattutto negli ambienti agiati, con la ricerca del benessere psico-fisico nei luoghi di vacanza e cura”, in Argentina “con una versione più popolare nelle librerie, idee gnostiche e angelologia”, in Australia con “le società teosofiche e le scuole Steiner”. Un fenomeno che viene guardato dalla Chiesa con sospetto solo per gli aspetti che riguardano “la possibile diffusione frutto di disegni culturali ed economici a livello mondiale” ma che fa emergere invece una domanda di spiritualità su cui la Chiesa deve interrogarsi per rispondere meglio alle nuove sfide. In molti Paesi infatti, ha ricordato l’arcivescovo Celata, “alcune modalità della New age sono entrate nella pratica dei cattolici”, servono allora indicazioni pastorali per fare chiarezza e distinzioni. A tal proposito la Commissione interdicasteriale che riunisce i quattro Pontifici Consigli della cultura, per il dialogo interreligioso, l’evangelizzazione dei popoli e l’unità dei cristiani convocherà per la prima volta, dal 14 al 16 giugno prossimo in Vaticano, una Consulta sulla new age e le religioni alternative con rappresentanti da tutti gli episcopati interessati al fenomeno.