MONS. BETORI: IL TERRORISMO HA “RADICI” NEL MONDO ISLAMICO, IL RUOLO DELLA CHIESA PER LA PACE

” “I vescovi italiani “sono consapevoli che la situazione di tensione che si manifesta anche in atti terroristici come quello di Madrid ha molteplici radici”, ma ritengono che la “radice fondamentale del terrorismo” sia “all’interno del mondo islamico, e non indotta dai comportamenti occidentali”. Lo ha detto mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, presentando oggi, a Roma, il comunicato finale del Consiglio episcopale permanente. Anche se “alcuni comportamenti occidentali sono da rivedere”, ha precisato Betori rispondendo alle domande dei giornalisti, la “soluzione fondamentale” del problema del terrorismo “non sta qui, quanto in una revisione che il mondo islamico deve fare della propria realtà”. Ad una domanda sul ruolo delle moschee in Italia, il segretario generale della Cei ha fatto notare come esse siano “espressione dell’Islam internazionale”, in quanto “tutte riconducibile a radici cultural-religiose esterne al nostro Paese. E’ da lì che vengono gli imam e i dirigenti”. Riguardo alla situazione dell’Iraq, il segretario generale della Cei ha ricordato che “come i vescovi hanno sempre auspicato, insieme con il Papa, che l’intervento militare non avvenisse, così ritengono, sempre con il Papa, che l’Onu sarebbe l’ambito più proprio per riportare la vita del Paese a quella normalità. Una normalità che, però, non è quella precedente all’intervento armato, che era di gravissima ingiustizia e di pericolo per la popolazione e per quell’intera zona del mondo” Tutto ciò, ha precisato mons. Betori, “non richiede il venir meno della presenza dei nostri soldati in Iraq, che al contrario è un fattore di ordine necessario per aprire prospettive di pace”. In Iraq, ha aggiunto, “bisogna operare per il ritorno alla pace senza sguarnire, col ritiro dei soldati, un territorio che in caso contrario resterebbe alla mercé della violenza”. (segue).