” “”Trovare forme che, nel valorizzare il locale, non mettano in questione l’unità della nazione”. Questo il suggerimento dei vescovi italiani per le riforme istituzionali in atto, in particolare quella sul federalismo. Ne ha parlato mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, presentando oggi a Roma il comunicato finale del Consiglio episcopale permanente. “Il radicamento nel locale è nel ‘dna’ della Chiesa”, ha aggiunto Betori: “Non abbiamo paura del locale, però occorre valorizzare il locale sempre compatibilmente con l’unità dell’intera nazione. Si tratta di un valore conquistato nei secoli, anche con grandi difficoltà, e da far prevalere nel futuro”. Interrogato circa la possibilità, annunciata dal presidente del Consiglio, di sopprimere alcune “festività” dal calendario nazionale, il segretario generale ha ricordato che “il riconoscimento delle festività religiose è regolato dal Concordato”, precisamente dall’art.11 del vecchio e dall’art. 6 degli accordi di revisione, ed ha aggiunto: “Non è competenza della Cei, ma della Santa Sede e delle autorità della Repubblica italiana riconoscerle e regolarle. Eventuali cambiamenti dovrebbero essere concordati tra le due parti, cioè tra Santa Sede e governo”. Sul piano generale, ha auspicato tuttavia Betori, “si dovrebbe tener presente sia il quadro della coerenza dell’anno liturgico, che non andrebbe troppo ‘ferito’, sia la sensibilità della nostra popolazione”. Quanto al ddl Gasparri, in dirittura d’arrivo, il segretario generale della Cei ha ribadito che “qualsiasi nuova prospettiva” d’ assetto radiotelevisivo “dovrebbe rispettare i due criteri fondamentali dell’eticità dei programmi e dell’assicurazione del pluralismo reale dell’informazione”.