“Annalisa nella sua breve esistenza, solo dodici anni e mezzo, ha prodotto molti frutti di bene: il suo rapporto con Dio, l’amore per la famiglia, il papà, la mamma e la sorella, l’amicizia”. E’ quanto ha detto al Sir don Luigi Merola, parroco di S. Giorgio Maggiore, anticipando alcuni passi dell’omelia che terrà oggi pomeriggio, nella stessa chiesa, per i funerali di Annalisa, la giovane vittima di una sparatoria tra camorristi, nei vicoli di Forcella, a Napoli. “Annalisa frequentava – ricorda don Merola – il cammino del dopo comunione, organizzato dalla parrocchia con l’aiuto delle suore salesiane e degli studenti universitari, anche se negli ultimi tempi più saltuariamente, perché dodici anni sono un’età critica. Ma, anche se qualche volta saltava un incontro, Annalisa tornava sempre nella sua chiesa. Insieme con le suore e gli educatori portiamo avanti il progetto di togliere i ragazzi dalla strada e, quindi, dai pericoli, per farli incontrare attorno ai valori di Gesù. Solo inculcando ai giovani i valori cristiani, che sono la base per una pacifica convivenza civile e cristiana, possiamo sperare in un riscatto”. “Da questa morte violenta aggiunge il parroco – certamente inizierà oggi la risurrezione di Forcella, perché la gente è unita e ha reagito con molta pacatezza di fronte a questo dolore, nel silenzio e nella preghiera. I genitori stessi hanno voluto che al più presto Annalisa tornasse nella parrocchia, dove è stata battezzata e ha ricevuto la prima comunione, per i funerali religiosi”. (segue)