TERRORISMO INTERNAZIONALE: CL, I CATTOLICI ITALIANI DEVONO DIFENDERE LO STATO

Ad un anno dalla guerra in Iraq e di fronte “alla guerra dichiarata dal terrorismo internazionale” c’è bisogno “non di proteste urlate e indistinte, ma di educazione” e rispetto delle istituzioni. È quanto afferma Comunione e liberazione in una nota diffusa oggi nella quale, alla luce delle frequenti manifestazioni di piazza del nostro Paese “contro qualsiasi operato del governo”, viene sottolineata l’importanza di riscoprire “la tradizione cristiana” e assumersi “le nostre responsabilità di fronte al mondo” nel rispetto della “nostra libera e plurale democrazia”. “Dobbiamo continuare – si legge nella nota – a contrastare la guerra dichiarata dal terrorismo, a cui un’ideologia debole e confusa non sa, di fatto, opporsi in termini adeguati”. “Mentre nel mondo innocenti muoiono dilaniati dalle bombe, la piazza non scioglie i suoi cortei contro tutto, inneggiando a una pace senza sacrificio che lasci in pace e non disturbi”, ma “così né si cambia, né si costruisce”. Secondo Cl “c’è bisogno non di proteste urlate e indistinte, ma di educazione. La nostra tradizione cristiana” deve “essere riscoperta nella sua potenza valorizzatrice della dignità umana. Le nostre responsabilità di fronte a tutto il mondo non possono essere impunemente fuggite, ma devono essere assunte. La nostra libera e plurale democrazia non può essere bollata come regime”, ma va “sostenuta attraverso il rispetto delle istituzioni”. I cattolici “che vivono di fede, per essere tali devono difendere la ragione. E proprio la ragione – conclude la nota- ci dice che è venuto anche il tempo in cui i cattolici” devono “difendere lo Stato: non uno Stato qualunque, ma quello della nostra convivenza civile”.