Dalla tutela dei minori e dei disabili al sovraffollamento delle carceri, dalla denuncia di razzismo e xenofobia alla lotta contro la tratta delle donne, fino alla richiesta di legalizzazione di aborto ed eutanasia. C’è tutto questo nel Rapporto annuale sulla situazione dei diritti fondamentali nell’Unione europea, riferito al 2003, che oggi è in discussione al Parlamento di Strasburgo e che verrà probabilmente approvato domani, salvo emendamenti. La relazione è già stata votata nella Commissione per le libertà e i diritti dei cittadini con 19 voti a favore e 14 contrari. Tra i paesi più citati l’Italia, a proposito del caso Sofri, dell’articolo 41bis, della eccessiva concentrazione dei mezzi di informazione. Gli eurodeputati chiederanno che sia nominato un commissario europeo per i diritti fondamentali. Ma alcuni passaggi del testo affrontano temi delicati con sottolineature nuove e preoccupanti: ad esempio vi si sostiene che a molte donne nell’Unione “è tuttora negato il diritto all’aborto” e si esortano dunque gli Stati membri a “garantire un accesso equo a tutte le donne giovani, povere o immigrate, all’aborto legale sicuro” e “alla contraccezione d’emergenza”. Nel Rapporto, poi, si legge che la proibizione della tortura e di ogni “trattamento disumano” comporterebbero “il divieto dell’accanimento terapeutico, l’incentivazione delle cure palliative, il rispetto della volontà del paziente come espressa ad esempio attraverso i testamenti di vita”. Per questo si fa richiesta agli Stati di “valutare la possibilità di modificare le leggi relative alla fine della vita, regolamentando l’eutanasia”. Su questi temi si stanno registrando forti perplessità e preoccupazioni da parte del Commissione degli episcopati europei (Comece).