REDEMPTOR HOMINIS, 25 ANNI DOPO: CAVIGLIONE, "LA PRIMA ENCICLICA DI GIOVANNI PAOLO II È ANCORA ATTUALE"

"Un’enciclica che ha ancora tutta la sua pregnante attualità". Così Carlo Caviglione in una nota che apparirà sul numero del Sir on line questa sera, definisce la "Redemptor hominis", la prima enciclica di Giovanni Paolo II, a 25 anni dalla sua pubblicazione (4 marzo 1979). "La prima enciclica firmata da un nuovo Papa – scrive Caviglione – viene considerata, a giusto titolo, il programma del suo pontificato. Tra i molteplici aspetti di quel documento, uno è emergente: ‘Il Redentore dell’uomo, Gesù Cristo, è centro del cosmo e della storia’. Impossibile non ricordare il grido del Papa: ‘Aprite le porte a Cristo’. In tutte le pagine dell’enciclica vi sono due personaggi: Dio e l’uomo, Cristo e l’uomo. Il Papa fa derivare ciò non solo dalla dottrina che insegna, ma anche dalla sua esperienza di vita, come uomo, sacerdote e vescovo". Per Caviglione, "un secondo aspetto, non meno importante è l’attualità di Cristo. L’uomo del secolo scorso ch’era rimasto illuso e affascinato da false ideologie, deve sapere e riconoscere che ‘Dio è entrato nella storia dell’umanità’ per redimerla e trasformarla. In questo è il fondamento dell’antropologia cristiana: ogni uomo partecipa, in qualche modo, del mistero dell’Incarnazione". Con questa enciclica, conclude Caviglione, "Giovanni Paolo II si pone nella prospettiva di una Chiesa che si interroga sulle sorti dell’uomo, affermando la priorità dell’etica sulla tecnica, il primato della persona sulle cose, la superiorità dello spirito sulla materia".