RELIGIONE: NON PIÙ ATEI MA INDIFFERENTI, “FORSE DIO NON C’È E COMUNQUE NON CI MANCA” (2)

” “L’Instrumentum Laboris presenta il fenomeno della non credenza continente per continente. In Europa, la situazione di molti si può descrivere come “un essere nella chiesa ma non in Chiesa”, nel senso – spiega l’indagine vaticana – che “molti europei che oggi dichiarano di appartenere ad una delle Chiese in Europa, non vanno e vanno molto poco in Chiesa”. Secondo l’inchiesta condotta dal Pontificio Consiglio della cultura, i tre paesi europei con il maggior numero di persone che si dichiarano “senza religione” sono i Paesi Bassi (54%), il Belgio (37%) e la Francia (43%). La Francia rimane uno dei paesi col maggior numero di atei dichiarati: il 14%. Tale percentuale è aumentata nel corso degli ultimi vent’anni, ma meno velocemente rispetto al numero di coloro che dicono di credere in una forza o in una potenza superiore. In Italia gli indifferenti si attestano attorno al 14%, di cui circa il 4% si dichiara ateo. Sorprendentemente, però, le recenti inchieste rivelano una maggiore partecipazione alla messa domenicale tra i ceti colti – il 30% dei laureati e il 25% dei diplomati. E i giovani? Secondo una recente indagine per i giovani dai 18 ai 30 anni, la religione cattolica diventa “segno di appartenenza culturale più che identificazione religiosa, non manca la ricerca di un centro spirituale”. Cosa allontana l’uomo contemporaneo dalla religione tradizionale? Tra le cause, l’Instrumentum Laboris cita la “presunzione totalizzante della scienza moderna”; l’assolutizzazione dell’uomo come centro dell’universo; lo “scandalo del male o della sofferenza degli innocenti”; la contro-testimonnianza dei cristiani e della stessa Chiesa nel mondo, “come i casi dei preti-pedofili negli Stati Uniti”.
” “