Quello pubblicato dalla Congregazione per i Vescovi, si legge nella Nota, è uno strumento “fondamentalmente pastorale e pratico”, che “mira ad aiutare i vescovi a svolgere il loro complesso servizio ecclesiale in risposta alle esigenze della Chiesa e della società di oggi, all’inizio del terzo millennio, caratterizzato da sfide e problemi nuovi, da grande progresso e repentini cambiamenti”. “Molti sono coloro che si rivolgono al vescovo sia per la vita religiosa sia per avere luce, sostegno e conforto nelle difficoltà”: di qui “l’importanza ed il ruolo del ministero del vescovo nella vita della Chiesa”, il cui “compito” principale è “insegnare il Vangelo, santificare ed essere guide spirituali, in comunione gerarchica col Successore di Pietro e con gli altri membri del Collegio episcopale”. Secondo il dicastero pontificio, “Il vescovo è un padre che vive per i suoi figli e fa tutt’uno con la sua Chiesa, coni suoi sacerdoti, prodigandosi per formare le coscienze e per far crescere nella fede”. Per essere un uomo” ecclesiale” e “di comunione, coinvolgendo sacerdoti, religiosi e laici”, il vescovo nel suo “governo pastorale” deve essere guidato dal “principio della verità, della collaborazione, del rispetto delle competenze, della persona giusta al posto giusto, della giustizia e della legalità”. “Maestro della fede, santificatore del popolo cristiano, padre e pastore della diocesi”: queste, si ricorda nella Nota, le definizioni che sintetizzano i “tre compiti” del vescovo. Un capitolo a parte del nuovo Direttorio è dedicato alla parrocchia, con “orientamenti” per il piano pastorale diocesano e indicazioni per “l’assistenza spirituale” da dare a “famiglia, giovani, emigrati” e per “l’azione a favore della giustizia e della pace”.