” “Una lettera aperta al consigliere federale svizzero Christop Blocher è stata inviata dalla Commissione nazionale giustizia e pace della Conferenza episcopale svizzera. La lettera si riferisce alla decisione popolare dell’8 febbraio scorso di introdurre nell’ordinamento giuridico svizzero l’ergastolo per i delinquenti sessuali o violenti molto pericolosi, decisione che potrebbe costringere la Svizzera a denunciare la Convenzione europea dei diritti dell’uomo perché il pieno rispetto del suo dettato non potrebbe più essere garantito. La commissione giustizia e pace giudica “estremamente negativa” questa possibile denuncia della Convenzione e si dice “preoccupata” per le conseguenze. “Per noi cristiani si legge nella lettera i diritti dell’uomo appartengono ad ogni essere umano, che può abusarne proprio perché è un essere umano, indipendentemente da ogni tipo di considerazione. Sono un patrimonio insostituibile del XX sec. Inalienabili, i diritti umani non possono dipendere da legislazioni che sono frutto di decisioni popolari”. Il fatto che la Svizzera abbia ratificato nel 1974 la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, insieme agli altri Paesi del Consiglio d’Europa, vuol dire che “si è impegnata ad adattare la sua legislazione e a sottomettersi ad un controllo internazionale, all’occorrenza anche al controllo della Corte europea dei diritti dell’uomo”. Denunciare la Convenzione europea, secondo la Commissione giustizia e pace, significherebbe per la Svizzera “mettere in gioco la propria credibilità denunciando impegni che aveva preso e sui quali fondava la sua politica”.