FAMIGLIA: A ROMA POLITICI A CONFRONTO SUL "CAPITALE SOCIALE"

La famiglia dà un "apporto concreto" al "capitale sociale" non solo degli individui e "in modo strumentale all’economia e alla politica", ma anche al "bene comune della società". È una delle tesi centrali dell’ottavo Rapporto del Cisf (Centro internazionale studi famiglia), presentato nell’ottobre scorso a Venezia e sul quale il 20 aprile, a Roma (ore 14.30, palazzo S. Macuto, Sala del Refettorio, Via del Seminario 76), si confronteranno alcuni esponenti del mondo politico, in un incontro sul tema "Famiglia e capitale sociale nella società italiana". "La famiglia è capitale sociale, ma il capitalismo tende a distruggerla", scrive il sociologo Pierpaolo Donati, curatore del Rapporto, secondo il quale sta in questa affermazione "una parte rilevante di spiegazione del declino del capitale sociale complessivo della nostra società, che deriva da fenomeni di disgregazione familiare, con frammentazione e individualizzazione dei rapporti, con riduzione dell’ampiezza familiare, con la dequalificazione del tempo investito nelle relazioni familiari". Tutti fenomeni, questi, che per Donati "indeboliscono la famiglia come capitale sociale primario", al centro dell’ultimo rapporto del Cisf. Da una ricerca condotta dal sociologo Riccardo Prandini (contenuta nel volume) su un campione di 1000 nuclei familiari (single, coppie senza figli, coppie con figli, famiglie monogenitoriali), risulta che "la famiglia produce tanto maggiore capitale sociale quanto più è stabile, durevole nella sua durata e capace di far valere obblighi e gerarchie nelle relazioni di reciprocità. La famiglia aperta e democratica che genera capitale sociale non è quella aperta a tutte le possibilità senza regole, tantomeno la famiglia incerta e stabile". Tra i partecipanti all’incontro romano, Livia Turco, Luca Volonté, Publio Fiori, Roberto Pinza.