L’area della formazione è tra le più importanti per gli istituti religiosi femminili italiani: se ne è parlato stamane a Roma, durante la fase conclusiva dei lavori dell’assemblea dell’Usmi (Unione Superiore Maggiori d’Italia) sul tema "Le religiose tra interscambio generazionale e mobilità etnica". La consigliera nazionale suor Maria Grazia Comparini ha illustrato gli impegni nel campo formativo, del Centro studi, editoriale e delle comunicazioni sociali. "Si tratta di dimensioni in cui ha detto tra l’altro le prospettive di multiculturalità, apertura alla dimensione europea e mondiale, promozione della pace e del dialogo sono molto presenti. Basta verificare non solo il sito internet dell’Usmi, ma anche quello di molte congregazioni. I tradizionali ambiti della pastorale ordinaria (evangelizzazione, animazione vocazionale, liturgia, missioni) sono stati illustrati da suor Ilva Fornero, una superiora in missione per 8 anni in Inghilterra e 17 in Giappone. "In tutti i campi ha detto l’impegno è per una riqualificazione dei vari servizi nella linea dell’inculturazione e della multiculturalità". Molto variegato anche l’impegno nella cosiddetta "pastorale d’ambiente" (scuola, famiglia, sanità, servizi sociali, mobilità etnica, ‘tratta’, lavoro). Suor Vittoria Tomarelli ha illustrato l’impegno per assistere le donne vittime della tratta (108 strutture per le persone sottratte alla prostituzione, con 230 suore impegnate), le 230 case famiglia per minori, la dedizione di migliaia di religiose nelle strutture sanitarie, "Tra le novità c’è il progetto ‘Salviamo i bambini di Kabul’, dove in luglio aprirà una casa con suore domenicane, francescane e marcelline".