“Sono particolarmente vicino con il pensiero e la preghiera alle famiglie di quanti trepidano per la sorte dei loro cari, specie di quanti sono stati presi come ostaggi”. Con queste parole, al termine della recita del ‘Regina Cæli’ di ieri, il Papa ha ricordato la vicenda degli ostaggi italiani ancora in mano ai guerriglieri iracheni. “Invito i rapitori a sentimenti di umanità ha detto il Pontefice – Li supplico di rendere alle famiglie le persone che sono nelle loro mani, mentre prego Dio misericordioso per le popolazioni della Terra Santa e dell’Iraq e per tutti coloro che in quelle regioni lavorano per la riconciliazione e la pace. Seguo con grande tristezza le notizie tragiche che giungono dalla Terra Santa e dall’Iraq. Cessi lo spargimento del sangue del fratello! Simili atti disumani sono contrari al volere di Dio”. “Oggi aveva ricordato poco prima Giovanni Paolo II – celebriamo la Domenica della Divina Misericordia. Il Signore invia anche noi a recare a tutti la sua pace, fondata sul perdono e sulla remissione dei peccati. Quanto ha bisogno l’umanità di sperimentare l’efficacia della misericordia di Dio in questi tempi segnati da crescente incertezza e violenti conflitti!”. “La pace ha concluso – è il dono per eccellenza di Cristo crocifisso e risorto, frutto della vittoria del suo amore sul peccato e sulla morte. Gesù, pertanto, è la nostra pace, perché è la manifestazione perfetta della Divina Misericordia”.