Il pellegrinaggio a Santiago de Compostela che stanno compiendo in questi giorni 300 pellegrini provenienti da 25 Paesi europei è motivo per “un invito più forte ai giovani italiani ed europei a partecipare all’incontro giovanile del prossimo agosto a Santiago e alla Gmg 2005 a Colonia, che sarà una tappa importante nel cuore dell’Europa”. È l’appello di mons. Arrigo Miglio, vescovo di Ivrea e membro della Commissione episcopale per i problemi sociali, il lavoro, la giustizia e la pace, tra gli undici delegati italiani che partecipano in questi giorni al pellegrinaggio organizzato dalla Comece, la Commissione degli episcopati dell’Unione europea. Il cammino – in bus e a piedi – è iniziato il 17 aprile a Santo Domingo de Silos e si concluderà il 21 aprile a Santiago. Vi partecipano, tra gli altri, una quarantina di vescovi cattolici, rappresentanti delle Chiese ortodossa, anglicana, luterana, vetero-cattolica e riformata, intere famiglie con bambini, rappresentanti di associazioni e movimenti. L’Italia è presente con delegati e responsabili delle Acli, Mcl, Ac, Forum terzo settore, Focsiv, Cl, Gioc. Per il vescovo di Ivrea, che percorre per la terza volta il famoso “cammino di Santiago”, questo evento simbolico può aiutare la Chiesa italiana “a rivedere i problemi in una prospettiva europea per poi ridimensionarli – afferma al Sir -. Dobbiamo cominciare a comunicare e conoscere i nostri vicini, soprattutto i dieci nuovi Paesi dell’allargamento, per superare le barriere linguistiche e culturali”. Per mons. Miglio l’apertura alle Chiese dell’est “sarà una grossa opportunità per aprirci, perché ci porterà una visione ecclesiale tutta da scoprire”. Anche per il capodelegazione mons. Giuseppe Merisi, vescovo ausiliare di Milano e delegato alla Comece, il pellegrinaggio di questi giorni “serve a dare il benvenuto ai nuovi Paesi e ad incoraggiare il cammino dell’Europa verso l’unità”, Don Paolo Tarchi, direttore dell’ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro, constata lo sforzo delle associazioni e dei movimenti italiani nella far crescere la sensibilità europea anche a livello di base e annuncia, entro il prossimo anno (su iniziativa del Ccee, il Consiglio delle Chiese europee) la creazione di una rete europea per confrontarsi sui temi pastorali che riguardano il lavoro.