In una società in cui domina "il vantaggio personale, il successo esteriore, la ricchezza, il godimento sfrenato", la "coerenza" dell’"uomo giusto" è l’unica in grado di avere la meglio "nei confronti dei prepotenti e dei perversi" e di favorire un "orizzonte di pace". Lo ha detto oggi il Papa, che nel corso della tradizionale udienza generale ha proseguito il ciclo della catechesi sulla liturgia dei vespri, soffermandosi sulla "fiducia in Dio, sia nel giorno della gioia, sia nel tempo della paura". Di fronte agli "avversari" che "sono il segno del male che inquina la storia", ha sottolineato Giovanni Paolo II, "la vita del credente è spesso sottoposta a tensioni e contestazioni, talora anche a un rifiuto e persino alla persecuzione. Il comportamento dell’uomo giusto infastidisce, perché risuona come un monito nei confronti dei prepotenti e dei perversi". È la "coerenza" del fedele, secondo il Papa, che "crea isolamento e provoca persino disprezzo e ostilità in una società che sceglie spesso come vessillo il vantaggio personale, il successo esteriore, la ricchezza, il godimento sfrenato". E’ questo, tuttavia, il prezzo da pagare per ottenere la "quiete interiore, la fortezza d’animo e la pace". E i fedeli lo sanno, conclude il Papa: "Il Signore crea attorno al suo fedele un orizzonte di pace, che lascia al di fuori lo strepito del male. La comunione con Dio è sorgente di serenità, di gioia, di tranquillità: è come entrare in un’oasi di luce e di amore".