EUROPA: I VESCOVI A SANTIAGO DE COMPOSTELA, “CONTRIBUIRE A COSTRUIRE L’INTEGRAZIONE EUROPEA” (2) (Dai nostri inviati)

"Con questo congresso abbiamo inteso riflettere sul contributo che il cristianesimo può portare all’Europa unita", afferma mons. Josef Homeyer, vescovo di Hildesheim e presidente della Comece, durante i lavori del congresso europeo in corso a Santiago. Homeyer, nel suo intervento introduttivo, insiste sul significato delle Beatitudini, "che non è solo religioso e spirituale, ma è anche politico. E’ un messaggio per gli uomini di oggi e per noi, impegnati a realizzare un’Europa fondata sul diritto, lo sviluppo e la pace. In particolare – prosegue il presidente Comece – colpisce il passo in cui Gesù afferma: Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno saziati. Questa parola ci coinvolge sul versante sociale, ci indica un compito preciso nella polis. La fede non è dunque un patrimonio da relegare nella sfera privata, ma deve innervare la vita di ogni giorno". Anche per questo "i cristiani e la Chiesa tutta si devono sentire impegnati nel denunciare le ingiustizie, nel realizzare una vita di pace, che dia a ciascuno opportunità di realizzarsi. E’ necessario operare per difendere la dignità della vita e per infondere speranze ai cittadini". Homeyer non nasconde peraltro le difficoltà su questa strada e il fatto che "oggi l’Europa non appare più come un continente multiconfessionale, bensì diventa una realtà multireligiosa, dove si impone un confronto aperto tra identità e fedi differenti, nel massimo rispetto reciproco". In questo senso secondo Homeyer deve essere verificata da parte di tutti, Islam compreso, la volontà di un rapporto dialogico tra fede e intelletto, tra religione e mondo moderno.