"Riconoscere come cittadini appartenenti alla nostra città e al nostro Paese, tutti coloro che vi sono nati, vi crescono e vi studiano". È quanto chiede la Comunità di Sant’Egidio che domani con la campagna "Bambini e Bambine d’Italia", manifesterà contemporaneamente in molte piazze italiane, tra cui Roma , Milano, Torino, Novara, Genova e Trieste, insieme ai movimenti dell’Arcobaleno e Genti di Pace. "In Italia la normativa sulla cittadinanza (la legge 91 del 1992) è fra le più restrittive d’Europa e non tiene conto della recente ma diffusa realtà d’inserimento stabile di cittadini stranieri nel nostro paese". Inoltre, diversamente dalla Convenzione Europea sulla Cittadinanza del 1997, non prevede la possibilità di acquisto della cittadinanza per i minorenni e richiede agli adulti la residenza legale in Italia da almeno dieci anni. "Solo a Roma il 9% dei bambini nati nel 2001 sono figli di genitori stranieri", continua la Comunità di Sant’Egidio che ha già iniziato l’iter parlamentare per una modifica della legge. Tale modifica chiede che sia consentita la cittadinanza italiana: ai bambini, nati nel nostro Paese se il genitore è in Italia da almeno due anni e con permesso di soggiorno; ai minori, figli di genitori stranieri, se in territorio italiano da almeno sei anni e se forniscono prova della partecipazione ad un ciclo scolastico o ad un corso professionale; agli stranieri regolarmente in Italia, in forma continua e stabile da almeno sei anni, se dimostrano di poter provvedere al loro sostentamento e di conoscere la lingua in maniera adeguata. Alle ore 16, bambini italiani e figli di immigrati, insieme ad una rappresentanza della Comunità di Sant’Egidio presenteranno la proposta in Campidoglio. Da domani verrà lanciata anche una raccolta di firme. ” ”