“Anche nel tempo che abitiamo, in una modernità caratterizzata da un’attenzione assai più forte per la natura, – ha sottolineato Simone Morandini della Fondazione Lanza, uno dei relatori al convegno Caritas “Responsabilità per l’ambiente: gesti d’amore per il cielo e la terra” che inizierà nel pomeriggio di oggi a Campobasso – non è certo il linguaggio dell’amore che viene utilizzato nei suoi confronti”. “La natura ha osservato Morandini – compare in primo luogo come oggetto di responsabilità, nei confronti del quale occorre sì agire per preservarne l’esistenza, ma soprattutto in vista della perpetuazione del nostro esistere di essere umani. La stessa nozione di sostenibilità resta ben al di sotto di ciò che nel linguaggio credente chiamiamo amore”. L’ecogiustizia, la cura della terra, il rispetto per la vita, sono, per Morandini, le direzioni in cui deve esprimersi l’amore per il creato: “a livello planetario il 20% più ricco della popolazione mondiale è responsabile dell’80% dei consumi e delle emissioni inquinanti, mentre è ai più poveri che tocca di sopportare per primi gli effetti delle perturbazioni ambientali. L’ecogiustizia è certamente uno dei nuovi nomi che la carità deve imparare ad assumere”. “Accanto all’opzione preferenziale per i poveri ha concluso Morandini – ce n’è una per i posteri, i nostri bambini, come rappresentanti di tutte le generazioni che dopo di noi si troveranno a vivere su questo pianeta”.