"È sorprendente l’influenza che San Benedetto ha avuto nella storia della Chiesa e, non di meno, per l’Europa intera". L’abate Notker Wolfe, primate dei Benedettini, ha tenuto oggi la relazione conclusiva al congresso promosso dalla Comece a Santiago de Compostela. Il tema affidatogli era: "San Benedetto, patrono e profeta per una Europa aperta e unita". Wolfe ha spiegato che "è possibile interpretare il termine patrono con un riferimento al passato, nel senso che Benedetto figura tra le fonti ispiratrici della fede ma anche della cultura e della civiltà europee. Al contempo la parola profeta ci fa guardare avanti, al patrimonio di valori e di idee che il monaco ci dona per il nostro futuro". In questa direzione l’abate di sant’Anselmo in Roma ha ripercorso alcune tappe della vicenda del Santo, traendone insegnamento per l’epoca attuale. "La regola e la vita dei benedettini indicano la via della cultura, della fraternità, ma anche l’etica del lavoro, l’impegno nella propria realtà. Di grande attualità appare – ha aggiunto il relatore – la forma di stampo federale con la quale sono organizzati i conventi e l’intera famiglia creata da San Benedetto. In ogni luogo il convento è chiamato ad adattare la propria presenza, per rispondere alle esigenze e ai costumi locali. All’interno dei conventi, poi, ciascuno è chiamato a svolgere un compito preciso e a collaborare non per il proprio interesse, ma per il bene della comunità, che è superiore a quello dei singoli". Numerosi altri esempi sono giunti da Wolfe: il rispetto, la valorizzazione dei carismi di ciascuno, la corresponsabilità e l’accoglienza "sono altri insegnamenti che Benedetto lascia e che sono validi per la costruzione dell’Europa unita”.