CRISI FIAT MELFI: MONS. SUPERBO, "RIPRISTINARE LA CULTURA DEMOCRATICA"

"Tensione sociale e divisioni all’interno del mondo del lavoro sono un lusso che una realtà piccola come la nostra non può permettersi": ha spiegato così mons. Agostino Superbo, arcivescovo di Potenza e presidente della Conferenza episcopale della Basilicata, il senso del richiamo al dialogo e alla concordia diffuso oggi dai vescovi lucani dopo otto giorni di blocco delle attività lavorative negli stabilimenti Fiat di Melfi. "La concordia che chiediamo – ha sottolineato mons. Superbo – è quella della stima prima che delle idee. Tutti hanno delle ragioni in questa situazione: il blocco dell’attività lavorativa che si sta estendendo ad altri stabilimenti Fiat aggrava un momento delicato dell’azienda" ma, d’altra parte, "siamo preoccupati dei problemi effettivi che l’organizzazione del lavoro all’interno della fabbrica crea al lavoratore e delle ripercussioni sulle famiglie". "Una umanità decurtata nella fabbrica  – ha aggiunto mons. Superbo –  va contro la stessa efficienza richiesta dall’azienda. Il buon livello della produzione di Melfi non è dato solo dalle macchine ma anche dalla apprezzata competenza degli operai". "Il nostro intento – ha concluso mons. Superbo – è sollecitare tutti a mettersi insieme , recuperando l’unità sindacale, per trovare soluzioni possibili nel breve e nel lungo periodo. Non vogliamo che si diffonda l’idea che i problemi possano essere affrontati solo con la violenza e la forza, a scapito dei metodi democratici".