FUCI: LA PIAZZA DICA "NO AL RICATTO DEI SEQUESTRATORI IRACHENI". OCCORRE "UNA MEDIAZIONE POLITICA"

"Oggi le piazze potrebbero assumersi una forma di responsabilità politica dicendo chiaramente ‘no’ a quello che non può che apparire come un ricatto". E’ la posizione della Fuci (Federazione universitaria cattolica italiana), circa la richiesta dei sequestratori degli ostaggi italiani in Iraq di una manifestazione di massa a Roma contro l’intervento armato, espressa stamani nella capitale dalla presidente nazionale Enrica Belli durante la conferenza stampa di presentazione del 57° congresso nazionale che si svolgerà a Genova dal 29 aprile al 2 maggio. "Siamo scesi in piazza molte volte contro la guerra – ha proseguito la presidente – ma il movimento pacifista ha dei limiti profondi: spesso i valori annunciati si trasformano in etichette e per noi questo è un limite alla politica dialogica". Nel caso degli ostaggi, poi, "oggi la piazza è davvero posta sotto ricatto" mentre "sarebbe preferibile una mediazione politica". Il congresso, sul tema "Giovani tra piazze e parabole. Imparare la partecipazione nel tempo dei media" pone "al centro dell’attenzione il tema della formazione alla politica dei giovani" spesso disorientati "tra le dinamiche banalizzatrici delle manifestazioni di piazza o dei talk show televisivi dove la politica si fa spettacolo" ha affermato il presidente nazionale Davide Arcangeli. Tra i temi che verranno affrontati, hanno detto i due responsabili Fuci, il digital divide, presente anche in Italia, e il progetto di una nuova partecipazione democratica in università tramite liste promosse attraverso il confronto con organizzazioni cattoliche e non. All’incontro, che prevede in apertura un intervento del presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, parteciperanno, tra gli altri, l’arcivescovo di Genova, card. Tarcisio Bertone, e la presidente Rai Lucia Annunziata.