INDAGINE EURISPES SU SICUREZZA E CRIMINALITÀ A NAPOLI: DON PALMESE, "NON È VERO CHE I GIOVANI NON SONO IMPEGNATI"

Diffusa violenza giovanile, presenza pervasiva della camorra che ha un giro d’affari più elevato di altre organizzazioni malavitose ed utilizza anche minori incensurati per i suoi traffici meno importanti, poca sicurezza nei quartieri, aumento della paura di essere vittime di microcriminalità: sono alcuni dei dati emersi dall’indagine sulla percezione della legalità e della sicurezza tra i cittadini partenopei e dalla ricerca realizzata dall’Eurispes, dal titolo "Criminalità, sicurezza e devianza giovanile a Napoli: l’analisi di un distretto criminale complesso", presentata stamattina nella Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto della Camera dei Deputati. "È inutile negare – afferma don Tonino Palmese, referente dell’associazione Libera per la Campania – che il dato è drammatico: c’è un disagio diffuso, tanti morti, persone che non si sentono libere nella propria città". Per don Palmese siamo anche in presenza di un’involuzione culturale. "Oggi – afferma il sacerdote – le cosiddette grandi utopie non distinguono più i giovani né a destra né a sinistra né al centro, né con gli atei né con i credenti. Questo determina, dal punto di vista giovanile, anche una non visibilità di protagonismo, ma non vuol dire che i ragazzi non sono impegnati e non sono buoni: forse lo sono di più di una volta, ma quest’appartenenza debole non offre una visibilità tale da suscitare contrapposizioni ed anche chiamate vocazionali". A giudizio di don Palmese, "c’è a volte un impegno intimista, che non condiziona il territorio in termini positivi".