La presentazione della ricerca dell’Eurispes avviene nello stesso giorno in cui è stata organizzata a Forcella una fiaccolata per ricordare Annalisa Durante, la quattordicenne vittima di un agguato di camorra, ad un mese dalla morte. "Temo che la gente dichiara don Tonino Palmese – possa percepire il passaggio della fiaccolata paradossalmente come un atto violento, quasi che i partecipanti, venuti da fuori, possano guastare gli equilibri interni. Diventa, invece, una forma non violenta quando si diventa compagni di strada di queste persone, quando si abita nei loro quartieri, quando si percorrono pezzi di strada insieme, nonostante le differenze". Bisognerebbe, perciò, continua il referente campano di Libera, "riscoprire ed aprire nuovi percorsi di vicinanza alla gente: penso che la prossimità alle persone vada fatta nella concretezza della quotidianità, della presenza anche visibile sul territorio. Si parla di un presidio di polizia a Forcella: analogamente dovremmo pensare ad un presidio culturale nelle scuole ma anche ad un presidio associativo: le associazioni dovrebbero abitare i territori e non, di volta in volta e in modo estemporaneo, solo visitarli". Anche la polizia, osserva don Palmese, "ha scoperto la prossimità per introdurre il poliziotto di quartiere. La prossimità non ha mai fatto male a nessuno: oggi siamo tutti responsabili e questo, per me, costituisce un grande esame di coscienza ed un mea culpa come rappresentante di un’associazione. Purtroppo, il nostro stare con le realtà disagiate è, seppur in buona fede, episodico e non ha senso di continuità".