BIMBO SCOMPARSO E RITROVATO IN CALABRIA: PAZÉ (MAGISTRATO), UN CASO DI “ABBANDONO” E “DEGRADO SOCIALE”

” “Quello di Roberto Panebianco, il bimbo di 2 anni scomparso per 4 giorni e poi ritrovato ad Umbriatico (Crotone), è un “caso di abbandono” legato ad “un contesto sociale degradato”, ma nasconde dietro di sé “una realtà molto più vasta”, fatta di “molti bambini che nel nostro Paese vivono in stato di abbandono, se non altro psicologico”. E’ il parere rilasciato al Sir da Piercarlo Pazé, magistrato del Tribunale dei minorenni di Torino, sulla vicenda che ha monopolizzato in questi giorni l’attenzione dei media, e in merito alla quale si è formulata anche l’ipotesi di “vendita” del bambino da parte del padre. Quello verificatosi in Calabria, continua il magistrato facendo notare che “ancora non c’è abbastanza chiarezza su come si siano svolti i fatti”, è un episodio “legato a contesti sociali degradati, dove la non accettazione del figlio può perfino portare in alcuni casi alla vendita di esso”. In Italia, tuttavia, secondo Pazé sono molto più numerosi i casi di “abbandono psicologico” di minori, che “qualche volta si traducono in abbandono materiale”. In altre parole, spiega il magistrato, “si può vivere in stato di abbandono anche in famiglia, dove un figlio può essere ‘abbandonato’ anche se non viene materialmente ‘smarrito'”. Tutto ciò avviene, ad esempio, “in famiglie non accoglienti, incapaci di ascoltare, con forme di genitorialità, e soprattutto di paternità, debole”. In questa prospettiva, sottolinea Pazé, “lo stereotipo dei genitori che si contendono i figli in caso di separazione o divorzio è spesso contraddetto dalla realtà dei fatti, dove padri poco interessati ai figli lasciano volentieri questi ultimi alla madre, o madri che ‘culturalmente’ sanno che tocca a loro crescere il proprio figlio sentono invece questo compito come un peso”.