IL PAPA E I GIOVANI: NOTA SIR

” “Pubblichiamo la nota Sir di questa settimana. "Non abbiate paura di andare controcorrente!". E’ sempre lui, il Papa dei record, ma soprattutto il Papa dei giovani, a celebrare il ventesimo anniversario della straordinaria avventura spirituale e umana delle Gmg. È sempre il suo messaggio di apertura, di speranza e di fermezza, che percorre le vie del mondo: "Voi, cari giovani, non abbiate paura di proclamare, in ogni circostanza, il Vangelo della Croce". Molto si è detto e scritto sul fenomeno Gmg. La migliore sintesi l’ha data proprio il Papa. È un modo semplice ed esplicito per dire il messaggio di Giovanni Paolo II al vecchio e al nuovo secolo: non abbiate paura, aprite, anzi spalancate le porte a Cristo. Che diventa un punto di riferimento concreto di fronte ai due grandi movimenti che hanno attraversato questo ventennio e oggi si intrecciano in forme contraddittorie: prima il processo di sviluppo del sistema della comunicazione e del consumo globale, che tutto tende ad appiattire, a uniformare, a mercificare. Poi l’esplodere della violenza e della paura, crollati i muri, divampate le violenze etniche e religiose e il terrorismo internazionale. Questo dinamismo di presenza, di testimonianza e dunque di evangelizzazione nasce proprio dalla domenica delle Palme e della Passione del Signore, di fronte a "quella folla così volubile, che in pochi giorni passò dall’entusiasmo gioioso al disprezzo omicida". Di fronte a tanto, troppo "pensiero debole", di fronte al montare di un pensiero "conflittuale", che accetta come inevitabile il conflitto e la dinamica della violenza, ecco il "pensiero forte" del Papa, che rilancia il grande dinamismo della fede cristiana nella storia del mondo. Un pensiero "forte" non per il potere, ma perché fondato sulla roccia di una certezza, che parte proprio dalla croce: "La Croce ha due aspetti indissociabili: è, allo stesso tempo, dolorosa e gloriosa. La sofferenza e l’umiliazione della morte di Gesù sono intimamente legate all’esaltazione e alla gloria della sua risurrezione". Trarre le conseguenze personali e sociali di questa realtà è l’affascinante consegna posta ai giovani e a tutti, lungo questi vent’anni. È anche la cifra di un papato che qualcuno ha definito, in occasione dei bilanci storiografici del venticinquennale "carismatico". Perché punta all’essenza, perché riesce a trascinare, prima ancora di pensare a organizzare e istituzionalizzare. Denunciando con grande vigore tutte le "strutture di peccato", cioè tutti i vincoli di morte, e insieme aprendo con grande energia alla fede. Disposto sempre a pagare di persona.