Il Papa "crede che la forza e la santità della Chiesa viene assicurata anche dal celibato sacerdotale, che è la nostra forza, anche se tutti sappiamo di essere immersi nel ‘mysterium iniquitatis’". Così il card. Dario Castrillon Hoyos, prefetto della Congregazione per il Clero, ha risposto ad una domanda di un giornalista sull’eventuale apertura ai "preti sposati" nella Chiesa cattolica. "La Curia romana ha aggiunto il cardinale, presentando alla stampa la Lettera del Papa ai sacerdoti per il Giovedì Santo non ha nessuna ragione di essere diversa dal servizio al primato: vuole lavorare col successore di Pietro, la chi missione è illuminare la Chiesa". In quest’ottica, quindi, la Curia "deve accompagnarsi non per disciplina, ma per teologia, al vicario di Cristo, e il Santo Padre crede che non è cosa buona cambiare il senso storico della Chiesa latina unita al celibato". Illustrando il nuovo documento pontificio, il prefetto si è soffermato sull’"insostituibile missione e responsabilità" che le famiglie cristiane hanno riguardo alle vocazioni, e ha messo l’accento sulla parte del documento papale dedicata alla particolare "cura" da dedicare ai chierichetti: "Se i bambini ed i giovani ha commentato il cardinale sperimentano nel sacerdote la gioia di essere ministri di Cristo e depositari dei misteri divini, la generosità nell’amministrare i sacramenti, specialmente quelli della Riconciliazione e dell’Eucaristia, allora saranno spinti ad interrogarsi se non possa essere questa, anche per loro, la ‘parte migliore’, la scelta più ricca di felicità per le loro vite". ” ”