PAPA: I RITI DELLA SETTIMANA SANTA TRA "CROCE" E "SALVEZZA", NUOVO INVITO AI GIOVANI A "SEGUIRE CRISTO"

Durante i riti della Settimana Santa, "l’assemblea cristiana è invitata a meditare sul male e il peccato che opprimono l’umanità e sulla salvezza operata dal sacrificio di Cristo". Lo ha detto oggi il Papa, che nel corso della tradizionale udienza generale si è soffermato sul significato dei riti del triduo pasquale, che inizia domani.  La Messa crismale con la benedizione degli olii e la "memoria dell’Ultima Cena", con la "lavanda dei piedi" – ha ricordato il Papa – scandiscono il Giovedì Santo, in cui "i fedeli sostano in adorazione davanti all’Eucaristia sino a notte inoltrata", durante "una veglia di preghiera singolare, che si collega all’agonia di Cristo al Getsemani". Nel Venerdì Santo, invece, "la Chiesa fa memoria della passione e della morte del Signore", anche con "varie manifestazioni di pietà popolare" fra cui spicca la "via Crucis". "Un grande silenzio – ha proseguito il Santo Padre – caratterizza il Sabato Santo", durante il quale ha inizio la solenne veglia pasquale, la "madre di tutte le veglie", nel corso della quale la comunità ecclesiale "medita la grande promessa della definitiva liberazione alla schiavitù del peccato e della morte". Giovanni Paolo II ha concluso con un riferimento preciso al significato della Pasqua: "L’annuncio della risurrezione – ha detto – irrompe nel buio della notte e l’intera realtà creata si ridesta dal sonno della morte, per riconoscere la signoria di Cristo". Non è mancato, al termine dell’udienza, un saluto speciale ai giovani: "A voi – ha detto loro il Papa riprendendo il tema della XIX Giornata mondiale della Gioventù del 4 aprile scorso – auguro di non avere paura a seguire Cristo, anche quando vi chiede di abbracciare la Croce".