Risolvere la questione medio-orientale, promuovere tra i giovani la memoria storica e la formazione religiosa, curare l’ecumenismo e il dialogo con l’islam: sono alcuni dei consigli di due esperti interpellati dal Sir i pareri completi sono da oggi disponibili “on line” per contrastare l’antisemitismo in Europa, in crescita in diversi Paesi come evidenziato dal rapporto dell’Osservatorio europeo sui fenomeni razzisti e xenofobi (Eumc) presentato il 31 marzo a Strasburgo. Secondo padre Hans Vöcking, co-moderatore del Comitato Islam in Europa (Ccee-Kek), due sono le strade da seguire: “da una parte occorre agire a livello di comunità internazionale per risolvere la questione medio-orientale; dall’altra occorre promuovere tra i giovani europei la memoria storica e la formazione religiosa”, facendo conoscere le “importanti dichiarazioni dei dicasteri vaticani, e le posizioni di condanna molto chiare delle Chiese protestanti, ortodosse, anglicane”. Per trasmettere questo messaggio ai giovani, suggerisce, “l’insegnamento scolastico può fare da ponte, anche se non sempre è in grado di farlo”. Mons. Paul W. Scheele, vescovo emerito di Würzburg (Germania) ritiene “importante indagare sulle forze e debolezze a livello intellettuale che costituiscono il terreno di coltura di questo pericolosissimo comportamento erroneo”. Anche le Chiese, afferma, “sono chiamate ad impegnarsi in modo particolare” come “risulta sempre più evidente dalla Charta Oecumenica”. “A ciò si unisce il compito di curare le relazioni con l’Islam e l’impegno all’incontro con altre religioni ed ideologie conclude -. Solo se si riuscirà a comportarsi con tutte le persone con il rispetto loro dovuto si potrà combattere l’antisemitismo in modo efficace”.