” “Ci sarà anche una ragazza di Madrid, a rappresentare la città recentemente vittima dei tragici atti terroristici, tra le persone che porteranno la Croce, lungo le stazioni della “Via Crucis” che stasera guiderà il Papa al Colosseo. E’ quanto si legge nel libretto di presentazione del tradizionale rito papale del Venerdì Santo, le cui meditazioni e preghiere sono state preparate quest’anno da padre André Louf, un’eremita belga, già monaco trappista, secondo cui si legge nella presentazione dei testi, tradotti dalla Comunità di Bose – “solitudine e comunione sono in costante dialettica esistenziale; solitudine di fronte a Dio e comunione fraterna, unificazione interiore e unità comunitaria, riduzione all’essenziale e dilatazione alla pluralità delle espressioni del vissuto di fede”. Quella di Gesù – è il “filo rosso” dei testi della “via Crucis” di stasera – non è però una “solitudine sterile”, perché “crea comunione tra coloro che entrano in relazione vivificante con essa”. Come nella vita di Cristo, che “nella sua passione incontra il sostegno fraterno del Cireneo, conosce la consolazione delle donne discepole salite a Gerusalemme con lui, dischiude le porte del suo Regno a lcenturione e al buon ladrone, che sanno guardare al di là dell’apparenza, vede costituirsi ai piedi della croce l’embrione della comunità formato da sua madre e dal discepolo amato”. Oltre alla ragazza di Madrid, stasera porteranno la Croce un francescano della Terra Santa, una suora del Burundi e una dell’India, un giovane di Amman (Giordania),una donna eritrea con il figlio, Come l’anno scorso, il Papa parteciperà alla “Via Crusis” da fermo, e reggerà la Croce durante la quattordicesima e ultima stazione.