Il processo di integrazione dell’Europa non può avvenire senza le Chiese. Lo riafferma il card. Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani, all’indomani dell’incontro ecumenico europeo conclusosi sabato scorso a Stoccarda. Interpellato dal Sir, il cardinale dice: "oggi l’Europa sta crescendo insieme e si è incamminata verso l’unità ma ciò non può accadere senza le Chiese". Kasper ricorda che i cristiani hanno molto da offrire all’Europa, soprattutto possono contribuire a "dare i valori fondamentali per la convivenza dei popoli. Il futuro dell’Europa deve essere fondato su una cultura della vita, una cultura dell’amore, della giustizia, della pace. E tutto questo appartiene al messaggio cristiano". Ma tutto ciò chiede ai cristiani di essere uniti. "L’unità delle Chiese spiega Kasper – è un presupposto per una unione che è più di un’unione ecumenica, deve essere una unione dei cuori". "L’unione dei cristiani aggiunge Kasper – è importante per la credibilità della nostra fede. Non possiamo predicare l’unità e la pace e fare il contrario. Perciò per essere credibili dobbiamo fare tutto il possibile per unirci e speriamo che lo Spirito Santo ci aiuti". Il cardinale richiama l’incontro dei movimenti e comunità cristiane a Stoccarda che sul tema "Insieme per l’Europa" ha riunito cristiani europei di tutte le confessioni cristiane. "Questo raduno è importantissimo commenta Kasper – per il futuro dell’Europa. Sono molto contento che adesso i movimenti e le comunità si uniscono e fanno una rete di amicizia e di preghiera. È importante per la scoperta delle radici cristiane dell’Europa".