"Un imprenditore della carità" che, "ben prima della ‘Rerum novarum’, ha dimostrato con le sue realizzazioni come l’esperienza profetica della Chiesa a volte preceda il Magistero dal quale viene poi assunta". Così mons. Giampaolo Crepaldi, segretario del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, ha sintetizzato la figura del fondatore dei Padri Rogazionisti, Annibale Maria di Francia (1851-1927), che domenica il Papa proclamerà santo. Intervenendo oggi ad una conferenza stampa presso la sede della Radio Vaticana su "Lavoro minorile, sfruttamento o riscatto", promossa in occasione della canonizzazione del sacerdote messinese che ha dedicato la propria esistenza al recupero, attraverso l’educazione e la formazione professionale, dei bambini più poveri, mons. Crepaldi ha sottolineato l’importanza che "la formazione della persona sia sempre integrale coniugando competenze e aspetti spirituali". Commentando i dati Ilo (Organizzazione internazionale del lavoro) – oltre 246 milioni i bambini sfruttati nel mondo, di cui 73 milioni con meno di dieci anni di età; 22 mila i morti all’anno per incidenti sul lavoro -, mons. Crepaldi ha definito "intollerabile e immorale per la coscienza cristiana" utilizzare i prodotti legati a tale sfruttamento" e ha ribadito che al riguardo "la Chiesa si muove su tre linee: la continua denuncia del problema, con l’impatto che ne segue sull’opinione pubblica; l’impegno nelle opere assistenziali e formative; la collaborazione con l’Ilo per la stesura della convenzione in cui vengono sanzionate le forme peggiori del lavoro minorile".