FAMIGLIA: MONS. CAFFARRA (BOLOGNA) “L’INDIVIDUALISMO È LA PIÙ GRANDE MINACCIA DEL MATRIMONIO”

” “”Lo smarrimento della visione dell’uomo come persona e dono di sé e il passaggio verso una considerazione sempre più individualistica della vita”. È questa “l’insidia più pericolosa che colpisce oggi alle radici il matrimonio e la famiglia”. A evidenziarla è mons. Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, nella relazione tenuta ieri sera sul tema “La famiglia oggi”, nell’ambito della Festa della famiglia che le parrocchie S.Francesco d’Assisi e S.Lazzaro di Savena celebreranno nelle domeniche 16 e 23 maggio. Secondo l’arcivescovo di Bologna la sorgente di tutte le “insidie” che mettono in pericolo il successo di un matrimonio è “lo smarrimento della visione dell’uomo come persona, sostituita dalla visione dell’uomo come individuo”. L’arcivescovo spiega: secondo una visione individualista “ogni legame umano deve essere pensato come una contrattazione, una negoziazione fra soggetti autonomi”. “Una visione individualista – prosegue mons. Caffarra – è tendenzialmente incapace di pensare e realizzare un bene comune umano” e “se uno si lascia convincere da questa visione” l’istituzione matrimoniale e familiare “non ha più alcuna consistenza” perché “diventa la contrattazione di due individui tesi a una felicità che è propria, costruita quindi nel presupposto che alla fine fra il dare e l’avere ci debba essere parità. E il progetto del figlio rischia di essere pensato all’interno del proprio desiderio di autorealizzazione: o un impedimento da evitare o un bisogno da soddisfare, costi quello che costi”. Occorre pertanto “rigenerare la persona per rigenerare l’istituto matrimoniale e familiare”. Come? Un matrimonio non fallisce se entrambi i coniugi credono davvero che “la persona ritrova se stessa solo nel dono sincero di se stessa. Che cosa significa? Che il dono sincero di se stessa è la più perfetta realizzazione delle capacità della persona, l’attualizzazione massima delle sue potenzialità. Il dono di sé è l’atto che realizza nel modo più perfetto l’esistenza della persona”.