"Compito del cristiano" è "scrutare i segni dei tempi e interpretarli alla luce del Vangelo" al fine di "compiere scelte per il più alto livello del bene possibile", e i "testimoni di bene non mancano, come dimostra Giovanni Paolo II, che celebra oggi il suo genetliaco" ed "è esempio incessante di vita autenticamente cristiana". E’ quanto afferma, nel giorno dell’ottantaquattresimo compleanno del Papa, mons. Amédée Grab, vescovo di Coira e presidente del Consiglio delle conferenze episcopali europee (Ccee), in una nota che uscirà sul servizio europeo del Sir (da questa sera on line su: old.agensir.it). "La forza e la possibilità" dell’Europa "di determinare l’andamento delle dinamiche mondiali prosegue il presidente Ccee – sarà quella di saper accompagnare processi di pacificazione attraverso la capacità di riconoscere la ricchezza della diversità e la creazione di spazi di dialogo come metodo di risoluzione pacifica dei conflitti". Con riferimento alle recenti vicende irachene, "il giusto scandalo provocato da ingiuste morti e inumane torture sottolinea – non deve diventare la comoda scusa per esimersi dalla responsabilità di sostenere il processo di indipendenza" e "l’insediamento di un governo democratico in Iraq". Così come "per la piaga del Medio Oriente, i conflitti dimenticati dell’Africa, la povertà dilagante nel terzo e quarto mondo", di fronte ai quali, rimarca il presidente Ccee, "l’Europa ha una responsabilità da esercitare". "Dare voce alla cultura del bene, farsi mediatori di speranza e di vita" è il richiamo conclusivo del presule ai cristiani del continente.