Dall’Assemblea dei vescovi in corso a Roma risuona la chiara opzione europeista della Chiesa italiana. Mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, riferendosi allo specifico passaggio contenuto nella prolusione del card. Ruini, ne ha sottolineato due aspetti: "Anzitutto il sostegno al progetto verso un’Europa unita. D’altro canto si auspica una Ue rispettosa delle diversità nazionali, delle culture e delle tradizioni". Non un’Unione "massificante", ma una comunità che accoglie e valorizza ogni popolo e ogni paese. A questo proposito, Ruini rifacendosi alle parole del Papa – aveva infatti affermato che nel processo di integrazione occorre superare i "nazionalismi egoistici", considerando al contempo le nazioni come "centri vivi di una ricchezza culturale che merita di essere protetta e promossa a vantaggio di tutti". "È importante rilevare ha aggiunto Betori nel corso della prima conferenza stampa della 53ª Assemblea generale della Cei la piena consonanza tra la Conferenza episcopale italiana e la Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea, ndr.), confermata dal fatto che la prolusione fa proprie tutte le osservazioni da questa formulate nel recente documento sulle elezioni per il Parlamento europeo". Il segretario generale della Cei ha quindi osservato che i vescovi intervenuti sull’argomento si sono detti "preoccupati dal prevalere di alcune tendenze secolarizzanti" nella vita e nella legislazione dell’Ue. Nel pomeriggio interverrà sul tema dell’Europa mons. Giuseppe Merisi, delegato della Cei nella Comece.