"La Valle dei Templi è stata eletta a luogo simbolo del riscatto contro la criminalità organizzata dopo l’anatema contro i mafiosi, pronunciato da Giovanni Paolo II nella pianura di San Gregorio il 9 maggio del 1993". A seguito del convegno promosso nei giorni scorsi ad Agrigento da Libera e Legambiente su "Alta mafia, politica, appalti, Cosa nostra: il caso Agrigento", l’arcidiocesi del capoluogo siciliano sottolinea che ripartire da Agrigento per sviluppare "una seria azione di contrasto nei confronti della mafia", significa proseguire nella linea indicata dal Papa. Il suo "grido" è, infatti, "il momento più alto e significativo di un percorso che la Chiesa, che è in Agrigento, ha avviato il 19 aprile del ’92", data di pubblicazione del documento del Consiglio pastorale diocesano dal titolo "Emergenza Mafia: un problema pastorale", dove si precisano i pericoli del fenomeno nella provincia di Agrigento e l’impegno della Chiesa locale per “emarginare la cultura mafiosa". Diverse le prese di posizione dell’arcivescovo, mons. Ferraro Carmelo, "per denunciare una situazione dove le forze dell’ordine venivano lasciate sole a condurre la strategia di contrasto alla malavita e alle infiltrazioni mafiose" si legge ancora nel documento. Tra queste, "gli interventi più recenti sugli attentati che colpiscono i commercianti e gli amministratori locali", sulla "violenza che caratterizza il mondo giovanile" e sulle "insidie che subiscono i ragazzi da parte di spregiudicati mercanti di morte".