PAPA: EUROPA UNITA PERCHÉ LA SUA ANIMA “FA RIFERIMENTO A COMUNI VALORI UMANI E CRISTIANI”. ANCHE A ROMA IL RISCHIO DI “DIMENTICARE DIO”

“L’unità dei popoli europei, se vuol essere duratura, non può però essere solo economica e politica. Come ebbi a ricordare nel mio pellegrinaggio a Campostella, nel novembre del 1982, l’anima dell’Europa resta anche oggi unita, perché fa riferimento a comuni valori umani e cristiani. La storia della formazione delle Nazioni europee cammina di pari passo con l’evangelizzazione. Pertanto, nonostante le crisi spirituali che hanno segnato la vita del Continente sino ai nostri giorni, la sua identità sarebbe incomprensibile senza il Cristianesimo”.
Ieri mattina, prendendo la parola dopo la recita del Regina Caeli, Giovanni Paolo II si è soffermato sull’ingresso di dieci nuovi Paesi nell’Unione europea. Ricordano l’evento, il cui inizio era stato celebrato il giorno precedente, il Papa ha aggiunto che “la linfa vitale del Vangelo può assicurare all’Europa uno sviluppo coerente con la sua identità, nella libertà e nella solidarietà, nella giustizia e nella pace. Solo un’Europa che non rimuova, ma riscopra le proprie radici cristiane potrà essere all’altezza delle grandi sfide del terzo millennio: la pace, il dialogo tra le culture e le religioni, la salvaguardia del creato”.
Concludendo il pensiero sull’Europa il Pontefice ha voluto ricordare, in tema di rapporti Est-Ovest, il contributo di una “aperta e sincera cooperazione ecumenica” e il ruolo dei santuari che “nei secoli hanno tenuta viva la devozione alla Vergine Maria”.
Poco prima il Papa aveva ordinato sacerdoti 26 diaconi della sua diocesi . “Anche qui a Roma – aveva detto nell’omelia – forti tendenze culturali sembrano voler far dimenticare Dio soprattutto ai giovani e alle famiglie. Ma non abbiate paura: Dio sarà sempre con voi!”