"L’Unione europea aumenti il proprio sostegno finanziario e legale alla lotta per contrastare la sofferenza delle donne che sono vittime della tratta e vengono costrette a prostituirsi in Kosovo". È la richiesta di Amnesty international, che oggi ha diffuso un nuovo rapporto sul fenomeno della tratta delle donne kosovare. Nel rapporto Amnesty rileva che "il personale della comunità internazionale presente in Kosovo costituisce il 20% di coloro che si servono delle prestazioni delle donne e delle adolescenti vittime della tratta". Nel 1999, sottolinea Amnesty, "all’indomani dell’arrivo della comunità internazionale in Kosovo, è stato registrato uno sviluppo senza precedenti della cosiddetta ‘industria del sesso’, basata su donne e adolescenti vittime di tratta. Si ritiene che nel periodo 1999-2000 il personale internazionale abbia costituito l’80% dei loro clienti. Nel 2002 il dato sarebbe sceso al 30%, ma il personale internazionale ha comunque generato l’80% dei proventi dell”industria del sesso’. Ad oggi, si stima che i clienti delle vittime di tratta siano costituiti per il 20% da personale internazionale, la cui presenza in Kosovo non supera il 2% della popolazione locale". "Data l’importanza della presenza dell’Unione europea in Kosovo, con oltre 36.000 soldati in servizio nella Kfor, chiediamo – ha dichiarato Dick Oosting, direttore dell’ufficio di Amnesty International presso l’Ue – che sia fatto di più, sia sul piano finanziario sia su quello legale, per contribuire a combattere una pratica ripugnante". Tra le richieste di Amnesty all’Ue: "Tutelare le vittime, garantendo che le leggi nazionali e gli apparati amministrativi diano la massima protezione ai diritti delle donne e delle adolescenti vittime della tratta".