Dietrich Bonhoeffer “è stato uno dei massimi teologi ecumenici del suo tempo” e “ha svolto un ruolo chiave non solo come teologo impegnato a livello internazionale con il Consiglio ecumenico delle Chiese in corso di formazione negli anni dell’anteguerra, ma anche a livello tedesco, contribuendo a far crescere la coscienza ecumenica dei cristiani in Germania durante i difficili anni del regime nazista”. Lo ha affermato oggi Wolf Kroetke (Germania), intervenendo al IX congresso internazionale su “Dietrich Bonhoeffer e l’umanesimo cristiano”, che si concluderà domani a Roma con una tavola rotonda sul futuro dell’ecumenismo cui prenderanno parte il card. Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, il vescovo luterano Margot Kässman (Hannover, Germania) e il pastore Ishmael Noko (segretario generale della Federazione luterana mondiale, con sede a Ginevra). “Soddisfazione per gli sviluppi del dialogo interreligioso in Italia e per le iniziative avviate con la Comunità di Sant’Egidio”, ma anche “preoccupazione per il crescente antisemitismo” del nostro Paese sono state espresse dal rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, ai partecipanti al convegno che ieri sera hanno visitato la sinagoga ed hanno incontrato la Comunità cattolica di Sant’Egidio nella basilica di San Bartolomeo all’Isola Tiberina dove è custodita l’ “Icona dei nuovi martiri”. L’opera, inaugurata nei mesi scorsi alla presenza del patriarca della Chiesa ortodossa romena, Teoctist, è una rappresentazione ecumenica dei martiri della fede cristiana – di tutte le confessioni nel XX secolo: fra essi anche Bonhoeffer.