EUROPA: CARD. TONINI, "GLACIALITÀ IMPENSABILE, DOBBIAMO RISCRIVERE LA NUOVA CARTA COSTITUZIONALE"

Il progetto di legge per la Costituzione europea è "glaciale", mentre in Europa "dobbiamo scrivere la nuova carta costituzionale attorno a dei valori intangibili, uguali e riconosciuti da tutti", anzitutto per "fare chiarezza su un nucleo di verità e di valori essenziali su cui costruire il futuro delle nuove generazioni". Ad affermarlo, alla vigilia delle elezioni europee, è il card. Ersilio Tonini, arcivescovo emerito di Ravenna-Cervia, sul "Corriere Cesenate" (il settimanale cattolico di Cesena) in occasione del 35° di ordinazione episcopale e in prossimità del suo 90° compleanno, che festeggerà il 20 luglio prossimo. Nell’intervista che verrà pubblicata anche su Sir Europa (on line da stasera), il cardinale "legge" il futuro dell’Europa in termini di "sfide" ed "opportunità", per la Chiesa cattolica. "Ho visto il progetto di legge per la Costituzione europea", racconta: "È glaciale. Di una glacialità impensabile. Quando lo confronto con il testo della Costituzione tedesca del 1946, dove c’è un fervore immenso… In Europa abbiamo una grande tradizione, ma in gran parte è stata spazzata via. Dobbiamo scrivere la nuova carta costituzionale europea attorno a dei valori intangibili, uguali e riconosciuti da tutti. Non sarà semplice, perché anche di fronte al rispetto per la vita umana già oggi, fra le diverse nazioni europee, ci sono differenti visioni di tutela e di garanzia. Occorre fare chiarezza su un nucleo di verità e di valori essenziali su cui costruire il futuro delle nuove generazioni". Il futuro del nostro Continente, secondo Tonini, passa quindi dall’educazione, dalla "sfida" della formazione dei giovani, che devono acquisire quel "senso europeo" che consiste nel "rovesciamento della dittatura e anche di certe visuali aristocratiche per cui chi ha di più conta di più". Il card. Tonini è stato vescovo di Macerata dal 1969 al 1975 ed in seguito di Ravenna, fino al 1990. Quattro anni più tardi è stato nominato cardinale da Giovanni Paolo II. Vive da sempre presso l’Opera S. Teresa di Ravenna, il Cottolengo della Romagna.