"Discernimento": questa la parola-chiave suggerita dal Papa per valutare fenomeni storici come quello dell’Inquisizione, per il quale vale la "regola d’oro" del Concilio: "La verità non si impone che in forza stessa della verità". "L’istituto dell”Inquisizione è stato abolito", ma "i figli della Chiesa non possono non ritornare in spirito di pentimento sull’acquiescenza manifestata, specie in alcuni secoli, verso metodi di intolleranza e persino di violenza nel servizio alla verità", ribadisce il Papa citando la "Tertio Millennio Adveniente". "Questo spirito di pentimento precisa subito dopo il Pontefice – comporta il fermo proposito di ricercare in futuro le vie della testimonianza evangelica da rendere alla verità". Il volume presentato oggi, conclude il Papa, s’inscrive nello "spirito" della "richiesta di perdono" che ha caratterizzato l’anno giubilare. "In certe epoche della storia aveva detto il Papa nella "preghiera", citata nuovamente nella lettera di oggi, della Giornata del perdono hanno talvolta accondisceso a metodi di intolleranza e non hanno seguito il grande comandamento dell’amore, deturpando così il volto della Chiesa. Abbi misericordia dei tuoi figli peccatori e accogli il nostri proposito di cercare e promuovere la verità nella dolcezza della carità, ben sapendo che la verità non si impone che in virtù della stessa verità".