"Nel 2003 l’intera popolazione immigrata a livello mondiale ammontava a 20.556.781; una cifra che comprende anche i richiedenti asilo, i soggetti rimpatriati che però continuano a rientrare nel mandato dell’Unhcr, gli sfollati e i rifugiati. Su un totale mondiale di 10.589.582, il numero dei rifugiati in Europa è di 2.136.293, di cui circa 1.990.000 nei Paesi dell’Ue, ancorché distribuiti in maniera disomogenea". Sono i dati resi noti ieri sera da Marcello Natale, docente dell’Università di Roma "La Sapienza", intervenuto al convegno promosso, nell’imminenza della Giornata mondiale del rifugiato che si celebra domenica 20 giugno, dall’Associazione culturale relazioni internazionali presso il citato ateneo in collaborazione con l’Oxford Brookes University ed il Centro Studi e Ricerche Idos (Dossier statistico immigrazione). L’incontro, che si conclude questa sera, si inserisce nell’ambito del progetto "Diritti rifugiati in Europa politiche e pratiche d’integrazione". "A fronte di Paesi come la Svezia, in cui si contano 16 rifugiati ogni mille abitanti ha proseguito Natale -, in Italia la percentuale è molto bassa, assestandosi a 0,16 ". "In Europa ha detto Maria Rita Saulle, docente di diritto internazionale a "La Sapienza" – sono state adottate due direttive in materia; a fronte di ciò nel nostro Paese manca ancora una legislazione organica al riguardo". Per Roger Zatter (Oxford Brookes University ) "sono proprio i rifugiati a pagare il prezzo di questa incoerenza che si traduce in negazione dei loro diritti. Occorre essere consapevoli che l’integrazione è un processo bidirezionale che coinvolge il rifugiato ma anche i cittadini e le strutture della società tenuta a riflettere su se stessa e sulla sua capacità di accogliere."