PARROCCHIA E DOMENICA: MONS. BETORI, NO ALLA SINDROME "DI MINORANZA", SÌ A PARROCCHIE "ANTIDOTO" ALL’ANONIMATO (2)

Una "passione immensa", la "dimensione poplare" e la capacità di promuovere "ospitalità" ai "lontani". Queste, ha ricordato Betori, le carte vincenti della parrocchia, la cui "radice eucaristica" deve permeare tutta la "pastorale ordinaria". Per "mantenere un legame vivo con la gente", ha sottolineato il segretario generale della Cei, il primo "atteggiamento di fondo" da promuovere è l’ospitalità, che consiste nel "saper fare spazio a chi è, o si sente, estraneo alla comunità parrocchiale e quindi alla Chiesa stessa". La parrocchia, dunque, come "rete di relazioni", in grado anche di andare in "ricerca" dei "dispersi", tramite "un’azione che si traduce in provocare la domanda di senso e di salvezza là dove essa tace, ma anche di contrastare le risposte dominanti nella cultura che ci circonda quando esse suonano lontano e contro il Vangelo". Il "rinnovamento della parrocchia, "in questa prospettiva, richiede per Betori "non solo di superare la ghettizzazione dei ‘vicini’, ama anche di attrezzarsi culturalmente in modo più adeguato", soprattutto per essere in grado di "intercettare linguaggi e contenuti" dei giovani. Betori ha messo in guardia anche da una visione riduttiva della parrocchia come una sorta di agenzia socio-caritativa: "C’è un ‘successo’ sociale della  parrocchia che non deve illuderci e andrebbe meglio verificato nei motivi", così come andrebbero posti "dubbi" anche a riguardo di "certe esperienze comunitarie, in cui si scivola facilmente dalla spiritualità al sostegno psicologico". "Contro ogni deriva sociologica o psicologica della parrocchia, occorre tornare all’essenzialità della fede", ha concluso Betori, raccomandando di evitare le due "derive " principali da cui oggi la parrocchia è minacciata: quella a ridursi ad una comunità "autoreferenziale", in cui "ci si accontenta di trovarsi bene, coltivando rapporti ‘caldi’, rassicuranti", e quella di diventare un "centro di servizi" religiosi, a cui si accede essenzialmente per ricevere sacramenti.    ” ”