” “Al Consiglio europeo in corso a Bruxelles l’irlandese Bertie Ahern, presidente di turno dell’Ue, che sta guidando le trattative tra i capi di Stato e di governo dei Venticinque, ha affermato di “non essere ottimista”. Il summit convocato per il 17 e 18 giugno (ma già si parla di una “coda” per domani 19), deve approvare il testo del futuro Trattato costituzionale, procedere alla nomina del successore di Romano Prodi al timone della Commissione, affrontare diversi temi di rilevanza concreta, quali la lotta al terrorismo, l’allargamento a Bulgaria e Romania, la questione occupazionale e le prospettive finanziarie dell’Ue. Di fronte a tale complessità, Ahern ha proceduto con diplomazia, cercando un accordo sui diversi temi sia in seduta plenaria che negli incontri bilaterali (i cosiddetti “confessionali”). All’una di notte ha convocato i giornalisti per dire che i lavori erano stati sospesi, per essere ripresi in mattinata: “Per arrivare ad un accordo ci vuole un ampio consenso e non siamo ancora arrivati a questo punto”. Il nodo della nomina del presidente della Commissione (fra i nomi emersi spiccano, pur tra veti incrociati, quello del premier belga Guy Verhofstadt e del conservatore britannico Chris Patten) rischia di intralciare il dibattito sulla Costituzione. Ma Ahern avverte: “Gli europei attendono risposte positive ed efficaci; non possiamo permetterci un altro fallimento”.